top of page

Il Viaggio che mi ha condotto ad Oroscenza

  • Immagine del redattore: Lulu
    Lulu
  • 9 feb
  • Tempo di lettura: 3 min

Tratto dal discorso tenuto dall'art-couturier Luana Polimeni in occasione della presentazione della nuova opera n7 ispirata ad Oroscenza, presso il MaRc - Museo Archeologico di Reggio Calabria tenutasi il

13 Gennaio 2026


Miei cari amici,


quando ho intrapreso, anni fa, il mio percorso artistico, mi sono posta una domanda fondamentale:

che cosa voglio rappresentare agli altri attraverso le mie opere?


La risposta fu immediata e limpida: voglio portare bellezza.


Inevitabilmente, a quel punto, emerse una seconda domanda:

che cos’è davvero la bellezza?


Da lì ha avuto inizio un viaggio — un viaggio che continuo ancora oggi — che mi ha condotta su strade imprevedibili.

In un primo momento era naturale pensare alla bellezza secondo i canoni classici, greci: proporzione, armonia, estetica.

Eppure sentivo che mancava qualcosa. Mancava una scintilla.

Quelle proporzioni, pur perfette, erano prive di vita interiore.


Così ho iniziato a guardare il mondo con occhi nuovi. Ero affamata di quella bellezza autentica e mi chiedevo: dove si manifesta? Come si rivela?


Un pomeriggio qualunque, nel mio atelier, parlando con una giovane donna, accadde qualcosa di semplice e insieme straordinario.

Lei mi confidò le tempeste che aveva attraversato.

Più parlava, più ai miei occhi diventava bella.

Non per l’aspetto, ma per quella luce viva che brillava nel suo sguardo: la scintilla di chi ha compreso.


In quel momento ho intuito che quella era una forma di bellezza più profonda.

Da lì è nata un’indagine inevitabile: psicologica, filosofica e teologica.


Questa ricerca mi ha condotta a un principio fondamentale:

benediciamo i momenti di dolore.


Perché è proprio lì che possiamo creare una frattura dentro noi stessi e permettere alla luce di emergere.

Non esiste luce che non nasca dal buio.


La verità, per quanto scomoda, è che non può esistere un mondo senza violenza.

Se esiste il bene, esisterà sempre il suo opposto.

Ma a noi è concessa una possibilità immensa: scegliere chi essere.


Scegliere di benedire i momenti di gioia ed esserne grati,

ma ancor di più scegliere di benedire i momenti di dolore

e permettere a quel dolore di trasformarsi in oro.


È questo che fa la differenza.

Perché se ci raccontassimo, uno per uno, scopriremmo che ognuno di noi ha attraversato un dolore profondo.

La vera domanda è: come ne siamo usciti?


Non rispondendo al male con altro male.

Non è ciò che voglio essere.

Non è ciò che voglio rappresentare.


Esiste un’altra scelta.

Un’altra possibilità: rappresentare la luce.


Potrei citare filosofi e psicologi di ogni epoca.

Come Viktor Frankl, che nei lager scoprì che il senso della vita — il logos — nasceva nel portare bellezza e significato agli altri, persino nei campi di sterminio.

Oppure potrei parlare di Jung e dell’ombra, di come spesso siamo vittime della nostra stessa violenza, i primi aguzzini di noi stessi.


Ancora una volta, però, la scelta è nostra:

creare la frattura e far emergere la luce.


E come non evocare l’esempio più potente di tutti:

Cristo risorge dopo la croce.

Cristo risorge dopo il Getsemani.

Dal dolore nasce la resurrezione.


Tutti questi tratti hanno accompagnato la mia ricerca della bellezza

e mi hanno condotta a Oroscenza.


Per molto tempo ho creduto di aver coniato un neologismo.

Oggi inizio a pensare che, più che inventarlo, mi sia stato rivelato.


Oroscenza è un modo di vivere.

Un modo di essere.


Per rappresentarla ho creato le mie opere scultoree, plasmate in argilla e rifinite con oro puro.

Un oro che diventa preghiera.

Un oro che è sigillo trascendentale, testimonianza della luce che emerge dalla frattura.


Miei cari amici,

vi esorto a risvegliare la scintilla divina che dimora in ognuno di noi.

Benedite i momenti di dolore,

perché solo attraverso di essi possiamo diventare Oroscenti.


Scultura opera N7 ispirata ad Oroscenza presentata presso il MaRc
Scultura opera N7 ispirata ad Oroscenza presentata presso il MaRc


L'evento che ha fatto da contenitore alla presentazione della nuova opera n7 " Oroscenza, l'arte della moda incontra la cultura della non violenza" è stato organizzato in collaborazione con Club Lions Host di Reggio Calabria e all'osservatorio nazionale Violenza e Suicidi, al quale va la mia gratitudine per l'impegno nell' aver contribuito con il loro spessore culturale a rendere importante e significativa questa campagna di sensibilizzazione.




Rassegna Stampa:

 
 
 

Post recenti

Mostra tutti

Commenti


bottom of page