
Sculture
Sospese tra arte e moda, sculture da portare addosso. Ispirate alla filosofia di Oroscenza una raccolta di creazioni realizzate in argilla polimerica e oro 22 carati modellati a mano.
OPERA 1
Anno di realizzazione:2022
Mezzo busto modellato a mano in argilla polimerica, rifinito in foglia oro 22 carati. Abito composto da gonna drappeggiata e mantello sulla spalla destra, realizzati in drap tecnico bianco puro.
- L’opera prende forma come un mezzo busto umano, sospeso tra fragilità e potenza, dove la materia diventa linguaggio dell’anima. La superficie, interamente rivestita in foglia oro 22 carati, non è semplice ornamento, ma metafora di una trasformazione interiore.
Ispirata al concetto di Oroscenza — la capacità dell’individuo di attraversare l’ostacolo e uscirne illuminato — la scultura si configura come una corazza dorata, una seconda pelle che nasce dalla ferita e si fa protezione. L’oro, simbolo di luce, valore e sacralità, avvolge il corpo come un’armatura oroscente: non nasconde la vulnerabilità, ma la sublima. La figura non combatte il dolore, lo trasmuta. In questa corazza luminosa, il corpo e l’abito dialogano in un’unica composizione: la scultura è concepita per essere indossata, in continuità con la stoffa che la avvolge, trasformando ogni piega e ogni drappo in linguaggio dell’anima.
OPERA 2
Anno di realizzazione: 2022
Corsetto scultoreo modellato a mano in argilla polimerica, rifinito in nero vetrificato. Abito in drap tecnico nero con motivo di pieghe scomposte, spacco asimmetrico e coda che risale e si allaccia al polso, a simboleggiare il legame tra il sé e il suo opposto.
L’opera si presenta come un corsetto scultoreo da cui emergono, in alto rilievo, due volti contrapposti. Non si tratta di una semplice duplicazione formale, ma della manifestazione visibile di una tensione interiore: la dualità che abita ogni individuo.
I due volti rappresentano il conflitto necessario tra bene e male, luce e ombra, ordine e caos. Un conflitto non distruttivo, ma generativo, poiché solo attraverso l’accettazione delle proprie ombre è possibile un autentico processo di trasformazione.
Il nero vetrificato avvolge la forma come una superficie riflettente e profonda, simbolo dell’inconscio e delle parti celate dell’essere. In questa materia oscura, le ombre non vengono negate, ma attraversate. La scultura e l’abito dialogano come un unico organismo: la scultura è concepita per essere indossata, e ogni piega, spacco e coda diventa estensione del corpo e del conflitto interiore che rappresenta.













