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La Saglia

2 giorni fa
Tempo di lettura: 4 min

Aggiornamento: 26 minuti fa

Struttura, storia e carattere di un tessuto sartoriale




Tailleur in saglia di lana della collezione autunno inverno Luana Polimeni
Tailleur in saglia di lana della collezione autunno inverno Luana Polimeni


Nel vocabolario tessile, ogni termine descrive una precisa relazione tra materia, costruzione e funzione. La saglia identifica un'armatura tessile: una modalità di intreccio di ordito e trama riconoscibile per il caratteristico andamento diagonale della superficie.

La medesima armatura può essere realizzata con fibre differenti — dalla lana al cotone, dalla seta alla viscosa — dando origine a tessuti profondamente diversi per mano, peso, caduta e comportamento.

Per comprendere davvero un tessuto occorre dunque considerare la relazione tra fibra, filato, armatura, peso e finissaggio. È dall'interazione di questi elementi che nasce il carattere della materia.



Una struttura antica

La storia della saglia affonda le proprie radici nella storia stessa della tessitura.

Le testimonianze archeologiche documentano l'impiego dell'armatura a saia già nell'Europa dell'età del Bronzo; nell'Italia dell'età del Ferro la sua presenza è attestata nei reperti tessili dell'VIII e VII secolo a.C.

La caratteristica diagonale della saglia deriva dallo spostamento progressivo dei punti di legatura tra ordito e trama. Rispetto alla più elementare armatura a tela, questa costruzione richiede una diversa organizzazione dell'intreccio e produce una superficie dalla particolare continuità visiva e tattile.

Nel corso dei secoli la saia è stata declinata attraverso fibre, filati, pesi e lavorazioni differenti, adattandosi a funzioni e linguaggi diversi.

Anche il termine italiano saglia appartiene a questa tradizione. Nella terminologia tessile italiana è stato storicamente associato soprattutto ai tessuti diagonali di lana, ma il suo impiego non è limitato a questa fibra.

Da qui una distinzione fondamentale per leggere correttamente la materia:

saglia indica l'armatura; pura lana indica la composizione.


La materia oltre il nome

Una saglia in lana non restituisce la stessa esperienza tattile e visiva di una saglia in cotone o in viscosa.

La fibra determina proprietà fondamentali della materia, tra cui elasticità, capacità di assorbimento dell'umidità, comportamento termico e resilienza.

Il filato interviene sulla consistenza, sulla regolarità e sulla superficie del tessuto.

L'armatura stabilisce invece la struttura dell'intreccio e contribuisce alla risposta del tessuto alla luce, al movimento e alla manipolazione.

Il finissaggio, infine, può intervenire sulla mano, sull'aspetto superficiale e sulle prestazioni del tessuto.

È per questo che il termine “saglia”, preso isolatamente, non è sufficiente a descrivere una materia. È la combinazione di questi elementi a determinarne l'identità.


La saglia in pura lana

Nel tailoring, la saglia in pura lana occupa un posto di particolare interesse per la sua capacità di coniugare struttura e adattabilità.

La lana è una fibra naturalmente elastica e resiliente, dotata di una notevole capacità di recupero della forma. La sua risposta cambia in funzione della finezza della fibra, della costruzione del filato, del peso del tessuto e delle successive lavorazioni.


Nella saglia, queste qualità incontrano una struttura diagonale che contribuisce alla compattezza e alla definizione della superficie.

È una combinazione particolarmente adatta alla costruzione di giacche, pantaloni, tailleur e capispalla, dove il tessuto non svolge una funzione puramente estetica, ma partecipa alla definizione della silhouette.

Nel capo sartoriale, infatti, la materia deve dialogare con il taglio: deve sostenere la costruzione, seguire il movimento del corpo e mantenere nel tempo una precisa relazione con la forma.

La scelta del tessuto è quindi già una scelta progettuale.



La saglia nella storia della moda

La storia della saglia non appartiene esclusivamente alla tecnica tessile. La sua presenza attraversa anche la storia della sartoria e della moda del Novecento.

  • Nel 1947, Christian Dior introduce una nuova idea di silhouette attraverso il New Look, all'interno della quale la lana e i tessuti strutturati assumono un ruolo centrale nella costruzione del nuovo guardaroba femminile.

  • Nel 1955, il Virevolte di Dior — un tailleur a tre pezzi realizzato in saglia di lana — mostra in modo particolarmente evidente come una materia strutturata possa essere sottoposta alla disciplina della couture per costruire una silhouette precisa.

  • Nel 1961, la saglia di lana entra invece nel guardaroba di Jacqueline Kennedy. In occasione della visita ufficiale a Ottawa, la First Lady indossa un tailleur rosso di Pierre Cardin realizzato in wool twill, oggi conservato nella collezione della John F. Kennedy Presidential Library and Museum.

Tre momenti diversi, un medesimo principio: la materia non è un elemento passivo dell'abito, ma uno degli strumenti attraverso cui la forma prende corpo.



La materia come scelta progettuale

Nel lavoro di Luana Polimeni, la selezione del tessuto precede e accompagna la costruzione del capo.

La scelta della saglia in pura lana per i tailleur sartoriali nasce dalla volontà di lavorare con una materia capace di sostenere una costruzione precisa, restituire consistenza alla silhouette e mantenere un equilibrio tra struttura e movimento.

Peso, mano, superficie e comportamento del tessuto diventano così parte integrante del progetto, al pari della linea, del taglio e delle proporzioni.

Perché nella sartoria la materia non riveste semplicemente una forma già definita.

Contribuisce a crearla.




Look tratto dalla collezione inverno 26/27

Fonti e approfondimenti

Per approfondire la storia e la struttura della saglia e dell'armatura a saia:


Treccani — VocabolarioSaia e Saglia. Approfondimento sulla distinzione tra la saia come armatura fondamentale e la saglia come tessuto ottenuto attraverso questa struttura.

Cambridge University Press — AntiquityMargarita Gleba, “Tracing textile cultures of Italy and Greece in the early first millennium BC”. Studio sulla cultura tessile dell'Italia antica e sulle testimonianze archeologiche dell'armatura a saia nei tessili dell'età del Ferro.

ASU FIDM MuseumVirevolte Suit, Christian Dior, Autumn/Winter 1955. La scheda museale documenta il tailleur Virevolte come realizzato in black and white wool twill e ne analizza la costruzione sartoriale.

John F. Kennedy Presidential Library and MuseumDay Suit — Pierre Cardin. La scheda museale documenta il tailleur in wool twill indossato da Jacqueline Kennedy a Ottawa il 16 maggio 1961.

Palais Galliera — Musée de la Mode de la Ville de ParisMateriali d'archivio sulla moda degli anni Cinquanta e sul lavoro di Christian Dior, compreso il modello Bonbon del 1947–48, documentato in wool twill.

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